Maria, una storia ancora aperta

MARIA, UNA STORIA ANCORA APERTA

I DUE FRATELLI RUMENI: INNOCENTI O COLPEVOLI?

E’ ancora aperta la storia di Maria Ungureanu, la bambina di 9 anni rinvenuta senza vita il 19 giugno della scorso anno nella piscina di un casale di San Salvatore Telesino (Benevento).

Le uniche persone, per il momento, coinvolte nell’inchiesta sulla strana morte della bambina sono i due fratelli rumeni, Daniel e Cristina Ciocan.

In aula il PM Maria Scamarcio ha illustrato le motivazioni per le quali ritiene che i due indagati vadano arrestati, criticando le valutazioni fatte precedentemente dal GIP Flavio Cusano, il quale aveva respinto, in ben due occasioni, la richiesta di custodia cautelare in carcere per mancanza di gravi indizi sui due indagati.

Dal canto loro, invece, i difensori dei Ciocan (Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo) hanno offerto le loro argomentazioni ai giudici per sottolineare l’estraneità ai fatti dei loro assistiti. Gli avvocati hanno posto l’attenzione su alcune conversazioni intercettate tra i genitori di Maria, invitando a valutarle attentamente in quanto, secondo loro, queste intercettazioni potrebbero aprire uno squarcio definitivo nella definizione del caso.

Adesso la parola passa al Riesame, che dovrà decidere se accogliere l’appello del PM contro il no del GIP, ordinando, dunque,  l’applicazione della misura, che potrà eseguire solo dopo la pronuncia della Cassazione sul prevedibile ricorso della Difesa.

Ad oggi le cose stanno così:

  • Daniel è accusato di reato di omicidio e violenza sessuale, mentre la sorella Cristina dovrà rispondere solo di concorso in omicidio.
  • Daniel avrebbe abusato di Maria in più occasioni e quella sera del 19 giugno, il 22enne rumeno avrebbe portato Maria nella struttura e l’avrebbe, poi, svestita e gettata in acqua.
  • Sembra che il delitto sia nato dal timore di Daniel che la bambina potesse raccontare le attenzioni “particolari” dell’uomo.

I due fratelli continuano a respingere le accuse…

Alle accuse respinte si aggiunge, poi, secondo il GIP, il quadro indiziario che non risulta essere caratterizzato da una gravità tale che possa portare all’arresto.

Molti sono i punti che dividono, inoltre, le considerazioni del GIP e del PM:

  • orario della morte
  • modalità, luogo, e movente dell’azione omicidiaria
  • abiti degli indagati
  • tabulati telefonici e dati del traffico GPS
  • stato degli indumenti indossati dalla vittima
  • tracce olfattive dei cani molecolari
  • conversazioni intercettate
  • tracce di acqua sui pantaloni di Daniel
  • materiale genetico, a lui riconducibile, sui leggins indossati da Maria il giorno prima

 

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